Leonardo da Vinci, Studio preparatorio per il Cenacolo

“La mano che appare dal nulla” a fianco del volto di Pietro è la mano sinistra di Giuda che poggia sul collo dell’apostolo Giovanni in posizione obliqua, mentre con la mano destra tiene il sacchetto con i soldi … secondo Giovanni (Gv13,12-30).

Studio preparatorio Ultima cena - apostolo Giovanni
Leonardo da Vinci, dettaglio Ultima Cena, sovrapposizione Studio preparatorio
LDV - Fotografia 1999
Lionardo Vinci, Self-portrait of a young man – Studio preparatorio per il Cenacolo

Esperti di arte antica hanno avanzato l’ipotesi si tratti di uno Studio preparatorio per l’apostolo Giovanni, abbozzo (canovaccio del regista).

Se si considera all’altezza del collo l’abbozzo di una mano, corrisponde il movimento sequenziale “filo conduttore” delle mani degli apostoli, il chiaroscuro (la luce proveniente dalla finestra dietro al Cristo), il drappeggio e tinta della veste, l’aspetto femminile essendo di “verginale bellezza dalla lunga chioma”, il punto di fuga, dove tutte le linee convergono su Cristo; per tracciare la prospettiva Leonardo fissò un chiodo all’altezza della tempia destra del Cristo, i moti dell’animo.

L’ idea scenografica del Cenacolo nacque dalle preparazioni teatrali avvenute alla corte di Ludovico il Moro 1480-1498, (doc. Codice Forster, 1496), periodo in cui eseguì la prima idea per l’Ultima Cena, Ministère de la Culture, lo Studio per il Giuda e Pietro, Biblioteca ambrosiana, Milano, Testa di Cristo, 1494, Pinacoteca di Brera, Milano, Studio compositivo per il Cenacolo 1493-1494, Gallerie dell’Accademia, Venezia, Studio per l’apostolo Simone, Studio per l’apostolo Filippo, Studio per l’apostolo Giacomo maggiore, 1495 ca, Royal Library, Windsor.

Leonardo - Prima idea per il Cenacolo
Leonardo da Vinci, Prima idea per il Cenacolo, Les collections du département des arts graphiques

Nella riflessione emotiva dell’opera, sotto uno degli studi preparatori per il Cenacolo, Leonardo scrive:

“Quando fai la figura, pensa bene chi ella è e quello che ella faccia…”

La scenografia evidenzia gli atteggiamenti degli apostoli nel momento in cui Cristo pronuncia le parole “in verità vi dico: uno di voi mi tradirà”.

Il tema Ultima cena era stato precedentemente trattato da numerosissimi pittori, ma sempre in maniera ieratica: la postura degli apostoli era statica, con l’eccezione di Giovanni che inclinava il capo verso il Cristo, a simboleggiare il ruolo di discepolo più amato. Gli apostoli sono collocati in gruppi di tre e, tramite questi schemi, oltre si apre un ambiente ampio e analizzato secondo le più rigorose regole di simmetria e prospettiva, uno spazio in sintonia con quello reale, così da creare un’illusionistica e intima connessione tra il mondo della pittura e quello del monastero.

Dopo minuziosi disegni dipinse l’Ultima Cena impiegando circa tre anni, iniziava all’alba e si tratteneva fino a notte tarda, a volte passava ore a ingegnarsi e giorni senza lavorarci (rif. biografico da Matteo Bandello).

Nel 1497 si ha la documentazione del Duca di Milano Ludovico Maria Sforza, che sollecita Leonardo a portare a termine l’opera, la parte incompleta o danneggiata era nella figura di Giovanni, (il degrado, l’ultimo restauro).

Gli interventi di rifacimento si basano sulle successive copie e studi grafici e pittorici  eseguiti dagli allievi dell’Accademia Vinciana – raccolta vinciana(Andrea Solari, Cesare da Sesto, Marco d’Oggiorno, Giovanni Antonio Boltraffio, Giampietrino, Alessandro Araldi, Procaccini Camillo, Francesco Melzi, Ambrogio de Predis, Gian Giacomo Caprotti).

La tecnica pittorica usata rispetto la stabilità dei pigmenti a fresco, nel 1517, secondo la testimonianza sullo stato conservativo Vasari, scrisse: “non si scorge più se non una macchia abbagliata”.

Camillo Procaccini, Studio apostolo Giovanni - disegno
Camillo Procaccini, Studio apostolo Giovanni, Ultima cena, disegno
Giovanni Antonio Boltraffio, Studio apostolo Giovanni - Abbozzo
Giovanni Antonio Boltraffio, Studio apostolo Giovanni – Abbozzo pittorico, MUSÉES DE LA VILLE DE STRASBOURG

Lo studio drappeggio di una manica (eseguito da Leonardo da Vinci, disegno a matita nera su carta, conservato nella Biblioteca Reale di Windsor, non inserito in Art Dossier, Leonardo, Il Cenacolo a cura di Carlo Pedretti), si discosta dalla tipologia delle vesti raffigurate nel Cenacolo.

La mano di Pietro che impugna il coltello è disambigua raffigurazione, l’ipotesi è che Leonardo mentre completava l’opera e studiava l’iter creativo per la Battaglia di Anghiari abbia eseguito un abbozzo pittorico per i cavalieri sul Cenacolo.

L’ approfondimento speculare sul disegno, ha riferimento alla copia, tratta dal cartone di Leonardo eseguita da Paul Rubens e conservata al Museo del Louvre, della Battaglia di Anghiari.

Anghiari - La mano che brandisce la lancia
Dettaglio immagine, Battaglia di Anghiari, copia da Paul Rubens, Palazzo della Signoria, Firenze

La raffigurazione della mano con il coltello nel Cenacolo vinciano, ruotata di 180 gradi corrisponde per sovrapposizione alla mano del cavaliere che brandisce la lancia.

Post progressive

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